#Malaga

Febbraio 2026. Una notte a Malaga.

Puntuale, l'atterraggio a Malaga con Ryanair è morbido e avviene come da programma alle 23.20. Fresco, ventoso ma non da correre ai ripari, il tempo a Malaga è gradevole.
L'aeroporto è chiuso e ormai vuoto: pare essere molto più tardi. Si trova comunque da mangiare sia ai distributori automatici (tutti con pagamento con carta di credito o altra tarjeta) sia a un ultimo fast food ancora aperto all'interno.
Raggiungere il centro e non è difficile. All'interno dell'aeroporto le indicazioni del treno conducono all'uscita, dove si intravede l'androne vetrato che immette nel sotterraneo della linea del trenino Cercanias C1. Le macchinette rosse vendono per 2,80€ totali (1€ per la tessera ricaricabile) il passaggio per il centro di Malaga in poco più di 20 minuti. Scendo al capolinea Malaga centro Alameda. 5 minuti a piedi e raggiungo l'ostello. Bello, moderno, accogliente, receptionist ho
24: mi accoglie una ragazza. Registrazione del documento rapidissimo perchè con internet avevo già completato il check-in online che mi ha garantito il codice d'entrata all'ingresso della struttura. Mi ricorda il codice da digitare sulla tastiera della porta d'ingresso della mia camera, separata dalla sala lockers dove trovo docce e wc comuni per i maschietti. Le femminucce hanno un altro spazio riservato. Un lungo corridoio a L si fa largo al piano terra. Le stanze coi letti a castello sono protette da una porta ad apertura digitale. Una volta dentro, i letti a castello sono solo intuibili dai vani con serrandina a scomparsa di compensato che garantisce la privacy di ogni dormiente. Fuori solo le scarpe. I valori sono rimasti nella sala locker nell'armadietto riservato e chiuso in sicurezza. Ogni letto ha cuscino, lenzuola e coperta puliti con luce interna, due mensoline e la presa di corrente.
E' la sera del 14 febbraio, San Valentino e Carnevale insieme, le vie del centro historico, il centro di Malaga,  20 minuti a piedi dalla stazione di Maria Zambrano, sono affollate.  Non è il tripudio di ragazzini tanto consueto da noi ma è la mia generazione, quella dei boomers che la fa da padrone. Allegri, festosi, non esagerati gruppi di 40-50enni, anche misti, si divertono gioiosamente per le vie del centro. Fuori dai locali si fumano il cigarillos per rinfrescarsi e cercano empatia con gli altri sapiens vaganti. Dentro i pub, i locali notturni, le piccole discoteche cittadine sono colme, Entro al Tennessee Pub, un cocktail oppure due birrette sono comprese nei 20€ per l'ingresso. Dentro è pieno struscio. Full, musica gradevole che permette un minimo dialogo, tutti ballano sotto lo sguardo del bronzo di Riace che fa da sedatore di testosterone. Non ce n'è bisogno: l'atmosfera è rilassata, conviviale e seppur ammassati i presenti se la godono senza eccessi inopportuni. Tutto è fluido e si svolge con un mood piacevole e molto sostenibile. L'ambiente è stile pub inglese con mezzo furgone VW a fare da consolle.
Le vie del centro si diramano tra i colori chiari dei marmi, degli edifici che risaltano le scene di festa e allegria. Un palco accoglie un gruppo in costume che recita all'unisono la stessa parte con mimiche e discorsi che coinvolgono l'improvvisato pubblico in fragorose risate. Continuando per il centro, si incontra gente sorridente, che riempie i vicoli stretti senza dare la impressione di volersi ritirare a breve. Sono le due e Malaga è viva più che mai.
L'indomani la festa continua, el centro historico indossa l'abito del giorno come i malagueños e las malagueñas, gli abitanti di Malaga, che colmano bar, ristoranti, piazze e vicoli. I tacos, il jamon da passeggio nel cono di carta e la festa del Carnevale completano il quadro di una città festosa, genuina e solare. Ci sono 20° e si percepisce che, senza il caldo afoso dell'estate, c'è ancora più energia nell'aria. Palchi e angoli delle vie ospitano le esibizioni di gruppi musicali e folkloristici. Il Carnevale di Malaga appare meno individuale e più corporativo.  Tanti i gruppi, ufficiali e non di amici che si sono preparati e organizzati per cantare, suonare, fare piccoli sketch per le strade con un solo obiettivo: fare ridere tutti, grandi e piccini. Senza prendersi troppo sul serio, per un giorno. Che bella Malaga.









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