#Dakhla

Febbraio 2026. Dakhla è distante. Si trova vicino alla Mauritania sull'oceano Atlantico in fondo al Marocco, su una penisola che racchiude una laguna con ottime condizioni per fare windsurf, kitesurf e tutti gli sport d'acqua ed aria.

Intorno alla laguna, i resort dedicati ai turisti europei, per imparare e praticare, sono numerosi. "E' il secondo miglior posto al mondo per i beginner" gongola Acharraf, istruttore di kitesurf e -sedicente - pluripremiato surfista. Gli credo perchè si è accontentato della piazza d'onore. Per quel poco che ne mastico anche a me sembra ideale: acqua liscia e vento teso. Il water start riesce che è un piacere.
Arrivo a Dakhla, via Casablanca, a mezzanotte e mezza. Nessuna ressa di tassisti ufficiali e non ad accogliere i turisti. Un centinaio di persone si smista tra navette dei resort e pochi local di ritorno. Tira il vento, non fa freddo, ma il caldo è un'altra cosa.
Le vie sono illuminate e la strada principale, boulevard Ras Mohammed V, che conduce dall'aeroporto al centro città (all'esatto opposto dei resort e della laguna) è appena stata costruita a dimostrazione che il Marocco crede nel turismo ed è sensibile alle nuove tendenze di incoming. Da quando ci vola Ryanair, Dakhla si sta attrezzando per piacere. Asfalto e finiture stradali nuove. Via via che si percorre il corso Mohammed si intensificano ristorantini, kebappari, supermercati e alberghi. I taxi sono rigorosamente bianchi e blu e sopperiscono ai mezzi pubblici. Tutto è a buon prezzo: basso, dignitoso e non negoziabile. No bargain, please. I prezzi non sono esposti ma rispondono con coerenza a vari stress test lungo la settimana: omelette con due uova a 10 dirham (1€), forma tonda di pane buono 1 drh; 13,90 € per notte in albergo (molto pulito, acqua calda sempre disponibile, pulizia camera ogni 2 giorni), 6€ taglio capelli e rasatura barba, 14,69€ cena insalata delizia e tajin con frutti di mare entrambi abbondanti e molto. gustosi, 1,30€ piccola damigiana di acqua da 5 lt, 1€ frittata con due o tre uova; 6,90 € per la colazione tipica: frittata tre tartine (una al cioccolato, una al prosciutto con formaggio, una con patè di olive più the caldo).
L'aria è fresca, in giro e fuori dai locali ormai chiusi incontro qualche gruppo di ragazzi caciarosi ma non invadenti. Meglio non addentrarsi al buio ma l'impressione è di rispetto e rigore verso il turista.

Il mercato è il centro della città. Ordinato e dignitoso, non è un sukh, ma assomiglia più al nostro modello. I mercati maggiori hanno dignità di bottega nelle due vie centrali che conducono alla piazzetta. Questa è occupata dagli ambulanti. La comunità senegalese cerca di ritagliarsi pacificamente i propri spazi. La maggior parte dei banchi è di proprietà dei locali. Si trova di tutto a modico prezzo. Si intravedono prodotti cinesi nei reparti tecnologici. Per il resto casalinghi, tessile e cura del corpo vanno per la maggiore. Boxer in cotone ed elastane: 2€.
La gente è cordiale ma neutra: non pressa lo sparuto occidentale a cui è garantito il girovagare curiosando.

Affacciati alla piazza, i caffè si contendono i gruppetti di uomini al tavolo con the e sigaretta (anche al chiuso, come di pre-Sirchia memoria in Italia) con le nuvole di bionde che ovattano le voci, a volte più concitate, degli avventori. Tavolini e seggiole di plastica disposti ad ammirare l'immancabile mega televisore che proietta continuamente le partite di calcio della Saudi League, a disposizione degli avventori, spesso seduti per ore con una sola consumazione all'attivo.
Tutto scorre placido e senza scossoni, i pochi camerieri limitano le loro sortite nel dehors e tra i tavoli agli interventi obbligati, per poi riguadagnare lo sgabello e inchinarsi allo schermo smartphonico. Non è un posto per signore e infatti non ce ne sono, in questi centri di aggregazione prettamente maschili.

Le donne sono attive nelle botteghe di loro conduzione, nei piccoli bar e ristorantini dove si può ordinare anche quello che non hanno: tanto se lo procurano e te lo portano in un amen. Le si può ammirare mentre impastano dietro i balconi, radunate in focolai domestici che richiamano più generazioni. Così il saper fare si tramanda.
Autobus Mercedes gialli restituiscono i pargoli in età scolare verso le 17 quando autista ed educatrice li riportano davanti all'uscio di casa.

La spiaggia raggiungibile dalla città si chiama Plage privé su Maps: in realtà è la spiaggia privata di un albergo, che mi ha fatto gentilmente accedere. Bagno di 8 secondi, (l'oceano è gelido) e un libro finito sulla sabbia, in tempo per ammirare la marea che ha ritirato il mare di due metri in due ore.

Un'esplosione che risuona in tutta la città saluta l'inizio del Ramadan. È sera, e da domani si digiuna nelle ore del giorno. Si digiuna anche commercialmente. Negozi, bar e molti ristoranti, per rispetto, chiudono. Alcuni ne approfittano per dare il bianco o fare manutenzioni e migliorie, ma di giorno le serrande sono abbassate. L'indomani, fino alle 10.30, regna l'effetto della domenica mattina da noi, anzi di più perché è  proprio tutto chiuso. E deserto. Si può camminare in lungo e largo per cercare qualche bottega aperta, ma fino alla tarda mattinata, la città non si ravviva. Finalmente qualche signora intenta a preparare gli impasti da consumare all'imbrunire o prima del sorgere del sole, apre timidamente le porte. C è altrettanto rispetto anche per chi non è tenuto a osservare il Ramadan. Un'omelette e crepes alla Nutella fanno da colazione anche ai non osservanti. "Vas chercher du pain avant" m'intima cortesemente la signora, mentre mi prepara sedia e tavolino di plastica al soglio della sua bottega e inizia a scaldare la piastra artigianale a gas. Di uova ce ne sono in abbondanza. Anche di polli e galline che si scelgono vivi e pesati da tali, per essere poi 'preparati' all'istante nell'allevamento-macelleria, tutto in uno.
La sera, un'esplosione solitaria annuncia che il tramonto è arrivato: i ristorantini aperti prendono vita ma senza la calca che ci si aspetterebbe dopo una giornata di rinuncia alimentare, e idrica.



















Commenti

  1. Questo articolo mi è piaciuto molto..ad un certo punto della lettura ci ero completamente immerso..complimenti

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